TUTTA LA CITTADINANZA DI SARZANA SI PREPARA ALL’AUDIZIONE. IL 27 FEBBRAIO ALLE ORE 14 SARA’ POSSIBILE CONNETTERSI IN STREAMING.

Oggi al Teatro degli Impavidi è stato presentato il dossier per la candidatura di Sarzana a Capitale Italiana della Cultura 2028. Il progetto, diretto da Umberto Croppi, si fonda su tre temi: ambiente (“verso il vivente”), comunità (“verso la comunità”) e innovazione (“verso l’intelligenza”), con iniziative culturali, rigenerazione urbana e sostegno al Made in Italy. Coinvolge 25 comuni, università e oltre 200 realtà culturali, con più di 70 milioni di euro di investimenti già programmati. Sarzana, unica candidata ligure e finalista del Nord-Ovest, si propone come città “impavida” e crocevia culturale capace di connettere territorio, persone e futuro.

TUTTA LA CITTADINANZA DI SARZANA SI PREPARA ALL’AUDIZIONE. IL 27 FEBBRAIO ALLE ORE 14 SARA’ POSSIBILE CONNETTERSI IN STREAMING.

OGGI SI È TENUTO UN INCONTRO AL TEATRO DEGLI IMPAVIDI IN CUI SONO STATI AFFRONTATI I TEMI CARDINE DELLA CANDIDATURA DI SARZANA A CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2028.

Sarzana: l’Impavida, una città crocevia che connette ambiente, comunità e intelligenza
Sarzana, 14 febbraio 2026

In un gremito Teatro degli Impavidi, questa mattina è stato
presentato alla cittadinanza il dossier sulla candidatura di Sarzana a Capitale Italiana della
Cultura 2028: un progetto articolato che mette al centro la capacità di connettere persone,
saperi, patrimonio e ambiente.
La candidatura di Sarzana, diretta da Umberto Croppi, è guidata da un comitato scientifico
multidisciplinare, caratterizzato al contempo da un forte radicamento territoriale e da
un’apertura internazionale.
Alla presentazione hanno partecipato: Cristina Ponzanelli, sindaca di Sarzana, affiancata
dai sindaci delle valli del Vara, del Magra e del Golfo dei Poeti, membri del comitato
promotore della candidatura; Giorgio Borrini, assessore alla Cultura; Egidio Banti,
presidente del Comitato Scientifico, storico, giornalista e scrittore; Andrea Cerri, direttore
artistico del Teatro degli Impavidi e presidente AGIS Liguria (neo direttore del Teatro Stabile
di Bolzano), Luca Vivona ed Eleonora Onghi, storici dell’arte e membri del team di
progettazione Pan-Speech.
Come è emerso dal loro racconto, il progetto culturale si sviluppa attorno a tre grandi temi
contemporanei:
 Verso il vivente, per ricucire cultura e natura e ripensare il rapporto tra città, ambiente e

paesaggio fluviale;
 Verso la comunità, per promuovere una cultura della cura, dell’inclusione e della
partecipazione attiva degli abitanti;
 Verso l’intelligenza, per valorizzare il pensiero in tutte le sue forme – umane, tecniche e
creative – come leva di innovazione.
Questi temi si traducono in una strategia articolata in tre direttrici operative: “Esperienze del
bello”, con un ampio programma di arti, mostre, festival e produzioni culturali; “Made in
Italy - Laboratorio Sarzana”, dedicato alla formazione e all’incubazione di nuove economie
della cultura; “La città che cura”, con interventi di rigenerazione urbana, accessibilità e
rafforzamento delle reti sociali.
Tra le grandi esposizioni volte a valorizzare l’identità di Sarzana, spicca un percorso
dedicato al Barocco genovese, con protagonista Domenico Fiasella, detto il Sarzana, che
evolve in un dialogo con il suo maestro Orazio Gentileschi fino al Caravaggio, con alcune
sue opere a Sarzana per l’anno da Capitale. Sono inoltre previsti eventi e concerti
internazionali nei principali spazi della candidatura, estesi alle eccellenze del territorio che
promuove la candidatura; la valorizzazione della rete museale e archeologica
territoriale, connessa alla Liguria; il rafforzamento del ruolo delle biblioteche come
tessuto connettivo, a partire dal rapporto con la Biblioteca Apostolica Vaticana,
fondata dal sarzanese Niccolò V, che sostiene dal Vaticano la candidatura e molto altro.
Il programma 2028 prende forma grazie alla partecipazione attiva di istituzioni, associazioni,
imprese e stakeholder locali, nazionali e internazionali. Accanto a progetti firmati da artisti di
rilievo internazionale, il cuore dell’iniziativa sarà costituito da progetti di comunità,
espressione di un tessuto culturale diffuso, dinamico e collaborativo.
Sarzana è una città di 22.000 abitanti, crocevia storico tra Europa e Mediterraneo, che
affonda le sue radici nella Via Francigena e nel paesaggio fluviale del Magra, che da tempo
ha scelto la cultura come motore di trasformazione civile, sociale ed economica.
Situata tra mare e Appennino, al centro di un sistema territoriale di straordinaria ricchezza
naturale e culturale, Sarzana custodisce un patrimonio che va dalle fortezze medievali

Firmafede e Sarzanello, alla Cattedrale di Santa Maria Assunta, che conserva la più
antica croce dipinta conosciuta (1138), a firma del Maestro Guglielmo; dalle memorie
dantesche al Festival della Mente, primo festival europeo dedicato alla creatività e al
pensiero.
Accanto alla tradizione artistica e architettonica, la città vanta un tessuto vivace di istituzioni
culturali contemporanee, eccellenze agroalimentari e una solida cultura manifatturiera legata
al restauro, all’artigianato e al Made in Italy.
La candidatura nasce dalla consapevolezza delle sfide attuali: la frammentazione delle
risorse culturali, la necessità di reintegrare il fiume Magra nella vita urbana, la crisi delle arti
manifatturiere e il rischio di un turismo omologato e poco sostenibile. La risposta di Sarzana
è racchiusa in una parola chiave: impavidità. Un tratto identitario che attraversa la storia
cittadina – dal Teatro degli Impavidi alla Fortezza Firmafede – e che oggi diventa visione
per il futuro.
Con la candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028, Sarzana propone un modello
replicabile di città “tessitrice”: non metropoli né borgo chiuso, ma crocevia vivo capace di
connettere, includere e crescere attraverso la cultura, trasformando le sfide del presente in
opportunità condivise per il futuro. La cultura è intesa anche come motore economico e
strumento per affrontare le sfide del Paese: dall’overtourism di aree come le Cinque Terre
allo spopolamento dei borghi, dalla qualità della vita urbana al Made in Italy come leva
occupazionale e produttiva, fino al ruolo delle città medie come alternativa strutturale alle
metropoli.
La candidatura mette in rete oltre 70 milioni di euro di investimenti infrastrutturali già
programmati, destinati a interventi strategici per lo sviluppo culturale della città e per il
potenziamento di spazi, servizi e percorsi dedicati alla cultura. Sarzana mira a completare i
progetti già avviati, potenziarne l’impatto e valorizzare spazi e comunità in chiave culturale.
Tra gli investimenti già programmati, il Ministero della Cultura ha stanziato risorse
significative per la riqualificazione delle Fortezze di Firmafede e Sarzanello, cuore del

futuro Parco Urbano delle Fortezze: un progetto simbolo di una cultura che apre spazi alla
cittadinanza, promuove un sistema culturale diffuso e integra patrimonio, paesaggio e natura
in un’unica visione di sviluppo sostenibile e condiviso. A ciò si aggiungono la riapertura di
scuole dismesse come hub culturali, la valorizzazione della Via Francigena come
ciclovia capace di connettere territori e persone, e un centro storico concepito come
museo a cielo aperto.
Unica città ligure candidata e unica finalista dell’intero Nord-Ovest, Sarzana si
candida per connettere. La candidatura coinvolge venticinque comuni, oltre ottanta
grandi istituzioni culturali, cinque università e duecento realtà culturali che hanno
contribuito alla redazione del dossier, con il supporto della città di Procida, Capitale
Italiana della Cultura 2022. Una rete in continua espansione.
Sarzana si candida per trasmettere la storia e la memoria collettiva e (ri)creare comunità;
per favorire forme imprenditoriali intelligenti, in grado di intrecciare patrimonio, conoscenza e
innovazione; per costruire una città capace di prendersi cura degli abitanti e del loro
ambiente.
“Ogni amministratore ha il dovere di ascoltare il battito profondo del luogo che rappresenta,
di accordare il proprio passo al respiro antico della propria comunità. Siamo al Teatro degli
Impavidi, nato secoli fa dalla visione audace di nostri concittadini sarzanesi che, senza
esitazione, scelsero di investire nella cultura come seme di crescita e promessa di futuro.
Sono quegli Impavidi che hanno dato il nome al nostro teatro. In quel gesto c’era già tutto:
coraggio, fiducia, appartenenza. C’era l’idea che un territorio possa fiorire attraverso la
bellezza, la conoscenza, l’incontro.
Da questa prospettiva avviare la nostra candidatura non è stato solo un atto amministrativo:
è stato un richiamo inevitabile. Quasi un destino scritto nelle pietre della Città, nelle sue
storie, nelle sue luci. È bastato mettersi in ascolto, connettersi alla sua anima, per
comprenderlo fino in fondo. A Roma porteremo questo racconto. Lo faremo con la forza
gentile di chi conosce le proprie radici, con l’orgoglio di una comunità che sa da dove viene e
con la consapevolezza di essere, qui e ora, gli eredi di quello stesso slancio visionario.

Siamo noi, oggi, i nuovi Impavidi.” Ha esordito la sindaca del Comune di Sarzana Cristina
Ponzanelli.
“La candidatura di Sarzana unica della Liguria e oggi del Nord-Ovest, è già un motore di
risultati concreti: investimenti attivati, valorizzazione della fortezza Firmafede, centro storico
pensato come museo a cielo aperto e nuove prospettive di rigenerazione urbana. È
l’orgoglio di una comunità impavida che rappresenta un intero territorio, capace di affrontare
le sfide del sistema Italia con una visione chiara e la volontà di offrire risposte concrete. La
vittoria? Come ricordava Max Weber: Il possibile si raggiunge solo se si ha il coraggio di
tentare l’impossibile”, ha affermato Giorgio Borrini, assessore alla Cultura del Comune di
Sarzana.
“Impavida e crocevia sono termini collegati tra loro che fanno un’identità robusta. Vivere in
un crocevia rende impavidi, senza paura, non solo per difendersi, ma anche e soprattutto
per costruire. Per questo il crocevia storico, di spazio e di tempo, diventa crocevia del futuro”
ha puntualizzato Egidio Banti, presidente del Comitato Scientifico.
Il direttore artistico del Teatro degli Impavidi, Andrea Cerri, ha così concluso: “Al Teatro degli
Impavidi lavoriamo ogni giorno perché la cultura non sia solo offerta, ma costruzione
collettiva di senso. Durante la mattinata ho voluto raccontare un laboratorio realizzato con i
bambini di Sarzana, chiedendo loro di immaginare la città del futuro. In uno dei disegni il
Teatro degli Impavidi nasce da un cuore: un’immagine semplice e potentissima, che
racconta meglio di qualunque slogan cosa significhi per noi cultura e partecipazione.
Porteremo davanti alla Commissione del Ministero nono solo un dossier, ma il cuore dei
sarzanesi e l’immaginazione dei bambini che rappresentano il futuro di questa città.”

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Marco Rossi
Direttore, Sarzana CDC 2028

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