SARZANA CAPITALE DELLA CULTURA 2028 LA LIGURIA COMPATTA PER LA VOLATA FINALE
A pochi giorni dall’audizione al Ministero della Cultura, Regione Liguria e Comune di Sarzana hanno presentato i punti di forza della candidatura “Sarzana 2028”. Non un progetto isolato, ma un sistema culturale regionale che coinvolge istituzioni come Palazzo Ducale, Teatro Nazionale di Genova e Teatro Carlo Felice, con il sostegno della Genova Liguria Film Commission. Cuore del dossier è il modello “Impavida”: una città media che, facendo rete tra Val di Magra, Val di Vara e Golfo dei Poeti, usa la cultura come motore di sviluppo, lavoro e rigenerazione urbana. Tra i progetti simbolo, la valorizzazione di Domenico Fiasella e un video di candidatura innovativo. Se vince Sarzana, sottolinea la Regione, vince tutta la Liguria.

SARZANA CAPITALE DELLA CULTURA 2028 LA LIGURIA COMPATTA PER LA VOLATA FINALE

Genova, 19 febbraio 2026
Sarzana è pronta e, con lei, l’intera Liguria. A pochi giorni
dall’audizione decisiva al Ministero della Cultura, prevista per venerdì prossimo a Roma, il
presidente della Regione Liguria Marco Bucci, il vicepresidente con delega alla Cultura
Simona Ferro e l’assessore alla Cultura del Comune di Sarzana Giorgio Borrini, in
rappresentanza del sindaco Cristina Ponzanelli che non ha potuto partecipare, hanno
svelato alcune delle carte vincenti che la città porterà all’attenzione della Giuria. Non una
candidatura isolata, ma un progetto di area vasta che vede la Regione Liguria schierata
compattamente al fianco della città “Impavida”. L’audizione sarà supportata, oltre che da una
narrazione innovativa affidata alle nuove tecnologie audiovisive, da una programmazione
artistica che fa di Sarzana il perno di un sistema culturale diffuso, capace di lavorare in piena
sinergia con le grandi istituzioni liguri e nazionali, tra cui, in particolare, la Genova Liguria
Film Commission, la Fondazione Palazzo Ducale, il Teatro Nazionale di Genova e il Teatro
Carlo Felice.
«Sarzana non corre da sola – ha dichiarato il presidente Bucci –. La forza di questa
candidatura risiede nella capacità di essere un modello per tutta la Liguria: una città che sa
fare rete, che unisce la Val di Magra, la Val di Vara e il Golfo dei Poeti e si connette con le
grandi istituzioni culturali di Genova. La Regione supporta convintamente questo percorso
perché crediamo che la cultura sia il motore principale per lo sviluppo e la rigenerazione dei
nostri territori. Se vince Sarzana, vince l’intero sistema Liguria. Siamo pronti a sostenere
questo progetto con risorse e infrastrutture, dimostrando che la nostra regione sa essere
unita e competitiva ai massimi livelli nazionali».
«Il dossier di Sarzana è solido, visionario e concreto – ha aggiunto il vicepresidente Ferro –.
La collaborazione con la Genova Liguria Film Commission per il video di presentazione e la
sinergia con i teatri e i musei genovesi per il programma 2028 dimostrano che abbiamo
superato la logica del campanile per abbracciare quella di un “sistema culturale diffuso”.
Riscoprire Fiasella come protagonista del dialogo tra Roma e Genova significa fondare la
nostra candidatura sulla storia dell’arte e su contenuti di alto profilo scientifico».
«Andiamo a Roma con l’orgoglio di chi sa di aver costruito un progetto che va oltre i confini
della nostra città – conclude l’assessore Borrini –. Essere “Impavidi”, oggi, significa avere il
coraggio di trasformare la cultura in welfare, in lavoro, in futuro. Sentire la forza della
Regione Liguria e di tutte le sue istituzioni alle nostre spalle ci dà la certezza che Sarzana è
pronta. Pronta a essere Capitale, pronta ad accogliere l’Italia».
Il progetto “Sarzana 2028” si conferma come un acceleratore per tutto il territorio: un patto
che renderà la cultura accessibile, diffusa e capillare, secondo una visione “impavida”.
UN SISTEMA CULTURALE INTEGRATO
Il dossier “Sarzana 2028” ha aggregato le principali istituzioni culturali liguri, creando una
rete regionale senza precedenti. Accanto alla città si schierano le principali realtà culturali
liguri, a partire dalla Fondazione Palazzo Ducale, dal Teatro Nazionale di Genova e dal
Teatro Carlo Felice, insieme ai territori che vanno dalla Spezia al Golfo dei Poeti fino a
Ventimiglia, a conferma di un sistema culturale coeso.
La candidatura si configura come un progetto diffuso: le iniziative si estendono ai comuni del
Golfo dei Poeti, delle Valli del Magra e del Vara, coinvolgendo teatri, musei, aree
archeologiche, fortezze e spazi produttivi.
Progetti dedicati integrano patrimonio, paesaggio e produzione contemporanea. La visione
si apre infine a una dimensione europea e mediterranea, intrecciando la Via Francigena con
le aree produttive, trasformate in nuovi luoghi di produzione culturale.
DOMENICO FIASELLA: CERNIERA TRA ROMA E GENOVA
Tra i progetti del 2028 vi è la riscoperta del legame tra Sarzana, Genova e i grandi centri
dell’arte italiana, con Domenico Fiasella, detto “il Sarzana”, come figura simbolo: formatosi a
Roma, rappresenta la cerniera tra naturalismo caravaggesco e classicismo. Il dossier
prevede un percorso triennale che, mettendo in dialogo Sarzana e Genova, parte proprio
dalla riscoperta di Fiasella per approfondire l’eredità di Caravaggio tra Liguria, Italia ed
Europa.
IL VIDEO DI CANDIDATURA ELABORATO CON IL SUPPORTO DELLA GENOVA
LIGURIA FILM COMMISSION
A raccontare il lavoro corale è anche il video che accompagnerà la delegazione sarzanese
all’audizione ministeriale. Realizzato con il supporto della Genova Liguria Film Commission,
il cortometraggio rappresenta un unicum nel suo genere.
Il coinvolgimento della Film Commission sottolinea il ruolo strategico dell’audiovisivo non
solo come vetrina promozionale, ma come vero e proprio asset culturale: in una regione che
sta consolidando la propria vocazione di set cinematografico internazionale, il linguaggio
visivo diventa lo strumento privilegiato per tradurre l’identità storica in una narrazione
contemporanea, capace di intercettare nuovi pubblici e un turismo di qualità.
UNA SOLUZIONE PER L’ITALIA: IL MODELLO “IMPAVIDA”
Perché questa candidatura serve all’Italia? Sarzana si propone come soluzione concreta alla
dicotomia tra grandi metropoli e provincia. Il progetto “Impavida” dimostra come una città
media possa diventare un hub di innovazione culturale, superando la marginalità geografica
attraverso la qualità della proposta.
Il modello Sarzana trasforma la cultura in welfare generativo: non semplice intrattenimento,
ma leva per la rigenerazione urbana, per la creazione di nuova occupazione e per il
contrasto allo spopolamento. Sarzana offre al Paese un prototipo replicabile di “città-
territorio”, dove la bellezza diventa l’infrastruttura fondamentale su cui costruire la coesione
sociale e il futuro economico.
Il progetto assume inoltre una forte dimensione internazionale grazie al sostegno di
istituzioni e amministrazioni francesi, tra cui il Comune di Nizza, e al collegamento con la
rete euro-mediterranea dell’Euroregione Alpi-Mediterraneo.
Una dimensione naturale per la Liguria che, attraverso Sarzana, storico crocevia, si propone
all’intero sistema Paese come laboratorio nazionale capace di offrire risposte concrete alle
grandi sfide contemporanee: lo spopolamento dei borghi, le alternative alle metropoli, la
qualità della vita urbana, il turismo diffuso e di qualità come risposta all’overtourism, la
cultura come leva di sviluppo, formazione e Made in Italy, elementi centrali della strategia
culturale del dossier.
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